Faq

Che cosa si intende per Open Data? Quali caratteristiche debbono avere i dati e le informazioni per poter essere definiti “aperti”? Esistono degli standard nazionali e/o internazionali di riferimento per la pubblicazione e l’utilizzo?

Consulta una selezione di domande e risposte frequenti.

 

È possibile scaricare dati (o documenti contenenti dati pubblici) prodotti dalle amministrazioni pubbliche nell'ambito dei propri scopi istituzionali. Si tratta di quei dati e/o documenti che, dopo una serie di verifiche (fra cui quella in materia di privacy) possono essere diffuse dalla PA che li ha prodotti in un ottica di riuso. Possono essere oggetto di riutilizzo i documenti che la Regione Sardegna stessa ha acquisito o prodotto nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e di cui è titolare.
Il portale rivolto a tutti gli operatori pubblici, privati o commerciali operanti sul territorio regionale, nazionale e internazionale.
Le “Linee Guida relative al riutilizzo e messa a disposizione in open data dei dati pubblici dell’Amministrazione regionale” sono uno strumento di indirizzo, attuativo delle strategie in materia di Open Data definite nella pianificazione regionale per lo sviluppo della società dell’informazione. Le Linee Guida contengono indicazioni operative in relazione a: - le modalità per l’individuazione dei dati che possono essere oggetto di riutilizzo; - le modalità di pubblicazione dei dati, delle informazioni e le modalità di utilizzo della piattaforma dati.emilia-romagna.it; - le licenze per il riutilizzo dei dati pubblici di cui l’amministrazione regionale è titolare; - i formati aperti utilizzabili tramite riferimento a standard internazionali. Le Linee Guida si pongono, inoltre, come riferimento per gli Enti del territorio che vorranno adottare atti di indirizzo per la messa a disposizione in Open Data dei dati pubblici.
I concetti di “dato pubblico” e “riuso dell'informazione pubblica” vengono sanciti dalla Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, approvata il 17 novembre 2003 e pubblicata nella GUCE n. L 345 del 31 dicembre 2003, relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico e recepita dall'ordinamento italiano dal D.Lgs. 36 del 2006e s.m.i. La direttiva individua nelle informazioni del settore pubblico “un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali”, da riutilizzare per “sfruttarne il potenziale e contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro”.
Tutte le informazione create, accolte o gestite da parte di un Ente pubblico. La PA produce, raccoglie, elabora e diffonde una grande quantità di informazioni che testimoniano la presenza delle istituzioni pubbliche nella società: gran parte dei documenti citati nei giornali, nelle pagine economiche e politiche, la gestione del territorio e dell'ambiente, molti rapporti tra privati e molte attività economiche si basano su informazioni elaborate dalle PA. All'interno della gamma di dati disponibili sono presenti varie tipologie di documenti: alcuni sono soggetti a vincoli precisi, quali ad esempio la sicurezza nazionale o la tutela della privacy, altri invece possono essere diffusi. Una forma di comunicazione, normativamente disciplinata, riguarda le modalità di riutilizzo dei documenti contenenti dati pubblici prodotti dalle amministrazioni pubbliche nell'ambito dei propri scopi istituzionali, il cosiddetto Public Sector Information (PSI). Si tratta di dati e/o documenti che, dopo una serie di verifiche, possono essere diffuse dalla PA che li ha prodotti in un ottica di RIUSO (D. Lgs. 36/06). L'informazione pubblica può essere diffusa attraverso canali tradizionali (ad esempio la notifica a domicilio delle multe, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l'affissione pubblica) oppure via web, attraverso siti e cataloghi che rendono disponibili i dati riusabili. Dal punto di vista economico i dati pubblici sono un valore per tutti gli operatori economici, siano essi pubblici o privati (attori del mercato dell'informazione pubblica), che investono in tecnologia dell'informazione con budget sempre più esigui. Ad esempio le informazioni meteorologiche prodotte dalla PA rappresentano un grande valore per le società private che offrono servizi meteo. Dal punto di vista sociale la divulgazione dei dati pubblici è legata all'esigenza di promuovere il "sapere sociale" diffuso: ad esempio basta considerare quanto incidono nelle politiche sociali i dati indicativi del tasso di disoccupazione o dell'inflazione. Per ulteriori approfondimenti leggi: "I dati pubblici: linee guida per l'accesso, la comunicazione e la diffusione" - CNIPA I Quaderni, 2002.